Sancio Panza e Non Chisciotte

Teatro dell’Albero

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SANCIO PANZA E NON CHISCIOTTE

Con  Mario Barzaghi

Luci  Marcello D’Agostino

Regia Tage Larsen

 
  • Un personaggio classico può ribellarsi al suo autore? Possiamo immaginare una linea drammaturgica che si discosta da quella ufficiale? Possiamo ripensare il personaggio e costruire una storia dove l’antagonista diventa protagonista?
  • Lo spettacolo è un tentativo di risposta a quest’altra visione, un pretesto per cambiare il testo e per dare a Sancio la possibilità di manifestare, di protestare. Una ribellione che si trasforma in-presenza costante ed in-assenza presente di Don Chisciotte ed anche di Cervantes.
  • L’autore e il Grande Hidalgo vengono evocati, Sancio si arrabbia con loro, discute e trova, nelle pieghe delle sue manifestazioni, la possibilità di descrivere meglio se stesso, l’Autore e il suo Gran Capo; adoperando colori e sfumature che rendono visibile la visione dello scudiero, la visione popolare e intellettuale di Sancio che, addirittura, arriva a mettere in scena una lezione magistrale. Un Sancio che non rispetta l’indice del libro e che anticipando i capitoli dà corpo scenico ai desideri e ai sogni che nel romanzo non si avverano.
  • Un Sancio che, anziché burlarsi del suo Padrone, cerca di vedere  con gli occhi di Chisciotte la realtà alterata dall’autore, un Sancio che, sforzandosi, comprende Don Chisciotte, il quale:”… rimase demente fino all’ultima malattia che lo rinsavì poco prima, giusto prima della morte. Vivendo malato e morendo sano visse: in modo a noi contrario, che viviamo sani per morire malati”.

                                                                                                                                 
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